{"id":16485,"date":"2022-11-22T15:37:57","date_gmt":"2022-11-22T15:37:57","guid":{"rendered":"https:\/\/vashmeh.ru\/?p=16485"},"modified":"2022-12-09T15:32:38","modified_gmt":"2022-12-09T15:32:38","slug":"esibita-al-bar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vashmeh.ru\/abusi\/esibita-al-bar\/","title":{"rendered":"Esibita al bar"},"content":{"rendered":"\n

Anna aveva conosciuto Marco a una festa. Lei bella ragazza senza n\u00e9 arte n\u00e9 parte, lui ricco professionista affermato, che fin da subito l\u2019aveva stregata e posseduta. Quello che Anna, per\u00f2, non aveva immediatamente capito era quanto Marco fosse anche un gran figlio di puttana. Uno capace di essere dolce e romantico nei momenti giusti, tanto quanto porco e spietato a letto.
Lei aveva ben presto imparato che la cosa migliore era stare ai suoi voleri, altrimenti con le buone o con le cattive lui avrebbe comunque fatto e preso quello che avrebbe voluto. Lei era il suo giocattolo sessuale e nulla pi\u00f9, sempre disponibile, sempre pronta ad esaudire anche le sue voglie pi\u00f9 perverse.
E di voglie perverse ultimamente Marco ne stava tirando fuori ogni giorno una diversa. Ma in fin dei conti tutto questo ad Anna stava benissimo.
Aveva ben presto imparato a convivere con il lato sottomesso e un po\u2019 masochista che era in lei e, anzi, le continue sorprese, paure, violenze, sopraffazioni fisiche e psicologiche a cui veniva sottoposta la eccitavano e in fin dei conti la gratificavano. Cos\u00ec aveva passato di tutto, dall\u2019essere presa all\u2019improvviso senza nessun preliminare, ancora secca e non pronta, facendole inizialmente un male cane, all\u2019essere legata e frustata.
Soprattutto l\u2019essere frustata su tette e fica la lasciava dolorante per qualche giorno, ma le dava anche una sensazione fisica continuata nel tempo di possesso da parte di lui nei suoi confronti. E comunque Marco era bravissimo ad alternare tortura a masturbazione, a tenerla sull\u2019orlo dell\u2019orgasmo un tempo indefinito, fino a che era sempre lei a pregarlo di farla venire, a umiliarsi di fronte a lui per raggiungere il tanto agognato piacere.
Il tutto, comunque, si era sempre svolto a casa loro, in privato, e nulla era trapelato nella normale vita di societ\u00e0 che conducevano. Nessun amico o conoscente avrebbe mai neanche lontanamente intuire quale era il loro vero tipo di rapporto.
Anna sapeva che con Marco sarebbero dovuti andare a cena a casa di amici, ma diversamente dal solito le aveva chiesto di vestirsi come voleva lui, facendole trovare un pacco in camera e lasciandole un biglietto che le spiegava che per la serata avrebbe dovuto indossare quegli indumenti.
Solo che, ora che aveva indossato il tutto, Anna si vedeva allo specchio come una vera troia. Il mini abito elasticizzato era cortissimo e scollatissimo sia davanti che dietro. Davanti arrivava a coprire a malapena la fica, in basso, e l\u2019aureola dei suoi capezzoli, in alto, e dietro scendeva praticamente fino allo spacco delle sue natiche. Le calze autoreggenti, inoltre, le finivano almeno 10 centimetri prima che iniziasse il vestito, lasciandole scoperta una buona parte di pelle nuda delle cosce. Le scarpe, infine, avevano tacchi vertiginosi, alti come lei non li aveva mai portati. Ma soprattutto nel pacco non c\u2019erano mutande e reggipetto e, nel biglietto, Marco era stato categorico su cosa avrebbe dovuto indossare: solo ed esclusivamente il contenuto del pacco.
Ormai si era fatta l\u2019ora dell\u2019appuntamento, quando Marco, puntuale come al solito rincas\u00f2. Lei era pronta e bellissima, provocante come sa esserlo una bella fica vestita da troia.
Ma non era finita l\u00ec. Marco le disse che avrebbe dovuto indossare anche questo, e con \u2018questo\u2019 intendeva una cosa che Anna non aveva mai visto. Era un aggeggio di plastica a forma di piccola farfalla, con due elastici ai lati, che Marco le fece infilare come fossero delle mutande.
L\u2019aggeggio di plastica, cos\u00ec, andava a finire direttamente sulla sua fica, anzi proprio sul clitoride. E la forma di quel coso era fatta apposta per tenerle larghe le labbra, per premere nelle sue parti pi\u00f9 sensibili, e gli elastici lo tenevano ben saldo e spinto, senza che da l\u00ec si potesse muovere.
Anna non fece neanche in tempo a chiedere a Marco di cosa si trattava, che una leggera scarica elettrica la colp\u00ec in mezzo alle gambe.
Anna non riusc\u00ec a trattenere un urletto, pi\u00f9 di sorpresa che di dolore vero e proprio. Ma non ebbe di nuovo neanche il tempo di chiedere spiegazioni che immediatamente segu\u00ec una vibrazione stimolante direttamente sul clitoride.
\u2018Ti piace questo nuovo giocattolo? \u2018 disse Marco \u2018 E\u2019 un simpatico stimolante a controllo remoto. Posso decidere, mediante il telecomando, di mandarti scosse elettriche o vibrazioni, con l\u2019intensit\u00e0 e per il tempo che voglio io. Vedrai, sar\u00e0 una bella serata, ci divertiremo un mondo\u2019 concluse con sorriso enigmatico e comunque divertito.
Anna aveva capito, il tutto non era altro che un nuovo gioco inventato da Marco per tenerla in tensione, per farla soffrire e godere, per farla sentire una volta di pi\u00f9 la sua puttana devota. Solo che questa volta stavano per uscire e il gioco, probabilmente, si sarebbe svolto fuori casa.
Anna era stata abituata a non chiedere, ma questa volta la preoccupazione di uscire vestita in quel modo e con quel coso tra le gambe la stava spaventando.
Una volta in macchina Marco inizi\u00f2 a sperimentare le varie possibilit\u00e0 che il nuovo gioco gli offriva e nell\u2019arco di pochi minuti Anna sub\u00ec scosse elettriche di varia intensit\u00e0 e vibrazioni pi\u00f9 o meno potenti.
Volente o nolente tutto questo l\u2019aveva eccitata molto. Un po\u2019 per la vergogna di essere vista agitarsi e contorcersi attraverso i finestrini della macchina, quando si fermavano a un semaforo o in mezzo al traffico, un po\u2019 per le stimolazioni che comunque quel maledetto apparecchio era in grado di darle.
Le scosse erano abbastanza forti da farla sussultare e gridare, inoltre le facevano gonfiare e rendere sensibilissimo il clitoride. Cos\u00ec le vibrazioni, elargite da Marco immediatamente dopo, venivano recepite in modo molto pi\u00f9 intenso ed eccitante. Ma appena il suo livello di eccitazione cresceva, quel bastardo di Marco smetteva o, peggio, le mandava una nuova scossa.
Cos\u00ec, nel breve volgere di una mezz\u2019ora lei era gi\u00e0 fisicamente uno straccio. Eccitata e bagnata tra le cosce come una sgualdrina, sudata e stanca per la continua tensione muscolare. Lei, infatti, cercava disperatamente di non far trapelare quasi nulla, rimanendo composta e controllata, sempre con il terrore di farsi accorgere da passanti e altri automobilisti. Ma rimanere ferma, non urlare o non mugolare, a seconda dei momenti, costava ogni volta una gran fatica.
Finalmente la macchina si ferm\u00f2, e solo allora Anna si accorse che era davanti a un piccolo bar di periferia.
Lui perentorio le ordin\u00f2 di scendere dall\u2019auto e di entrare senza dire niente e senza fare storie. Dentro c\u2019era una varia umanit\u00e0 fatta per lo pi\u00f9 da uomini dall\u2019aspetto rozzo e poco curato, e qualche donna che in passato sicuramente non aveva disdegnato di vendersi per denaro.
Anna era schifata da quel posto, ma non osava dire niente. Inoltre era terrorizzata, ben sapendo come era vestita, quale era il suo stato in quel momento e immaginando che comunque non sarebbe stata una serata facile. Lui le intim\u00f2 di mettersi in piedi davanti al bancone con le gambe leggermente divaricate. E con noncuranza ordin\u00f2 da bere degli alcolici.
Intanto, nascosto nella sua tasca, il telecomando continuava ad essere spinto un po\u2019 a caso. Anna era invasa da una serie di sensazioni tra le pi\u00f9 disparate tra loro e faceva veramente una gran fatica a cercare di mantenere un contegno. Ma non riusciva sempre a contenere gridolini o mugolii e soprattutto non riusciva a stare ferma, a non muovere le gambe cercando di chiuderle quando le sensazioni si facevano pi\u00f9 violente, a non ondeggiare con il bacino.
Per chi la vedeva da dietro doveva essere uno spettacolo molto eccitante, con quel vestito cortissimo che le arrivava a malapena a coprire la parte bassa del culo, con delle leggere striature lungo le cosce per i suoi umori colati a causa del trattamento subito fino a quel momento, ma soprattutto con quei fianchi che non stavano un attimo fermi, che ondeggiavano a destra e sinistra, come in preda a un raptus di libidine.
Inoltre dalla sua bocca uscivano i suoni inconfondibili di una donna che vuole godere, che ogni tanto soffre, ma soprattutto che cerca in tutti i modi di non darlo a vedere, senza ovviamente riuscirci.
Anna ingoi\u00f2 in un attimo il gin che il barista le aveva messo davanti, quasi senza accorgersi che si trattava di un superalcolico e che lei non era tanto abituata a bere.
A quel punto Marco, bruscamente, la fece girare e disse al barista di tenerle ferme le braccia. Queste, tirate da dietro, la obbligavano ad assumere una posizione con il bacino proteso in avanti, con il bancone che le fermava i fianchi.
Marco, inoltre le piazz\u00f2 uno sgabello in mezzo alle gambe, il che le impediva ora di poter chiudere le cosce.
Se prima Anna poteva sperare di far finta di niente, ora l\u2019essere costretta a guardare la platea dei presenti ammutolita che osservava tutta la situazione la gett\u00f2 nel panico pi\u00f9 totale.
Marco sadicamente, come un bravo imbonitore, con poche parole spieg\u00f2 a tutti che lei era Anna, la sua schiava, che aveva quel maledetto aggeggio sulla fica e che stava sbrodolando per l\u2019eccitazione visto che era una cagna in calore nelle sue mani. E, mentre diceva questo, le alz\u00f2 il vestito davanti fino alla pancia, mettendo a nudo la situazione in cui si trovava Anna.
Lei voleva morire dalla vergogna. Mai prima nella vita si era trovata in una simile situazione, esposta davanti a degli sconosciuti in quelle condizioni.
Marco scelse un uomo e una donna tra i presenti e, come se niente fosse, diede loro il permesso di poter fare ad Anna tutto quello che avessero voluto. Lui sarebbe stato l\u00ec, in disparte semplicemente a godersi la scena. E, ovviamente, a maneggiare sempre il suo bel telecomando.
Tanto per chiarire subito le cose, spinse il pulsante che dava la scossa elettrica pi\u00f9 elevata e lo premette per una decina di secondi. Anna venne quasi svegliata come da un sogno improbabile e il dolore che prov\u00f2 alla fica la riport\u00f2 decisamente alla realt\u00e0. Questa volta si lasci\u00f2 andare in un urlo che ben resto si trasform\u00f2 in un profondo mugolio, inarcandosi all\u2019indietro e rovesciando la testa.
Non fece neanche in tempo a riprendersi dalla scossa e a sentire la sua fica pulsare e gonfiarsi per il dolore, che subito si ritrov\u00f2 l\u2019uomo sconosciuto attaccato a una tetta. La strizzava, la impastava, le pizzicava il capezzolo e soprattutto rideva di gusto dicendo che gli sarebbe proprio piaciuto scoparsi questa troia in calore. A quel punto part\u00ec la vibrazione alla massima potenza e Anna non riusc\u00ec a nascondere il piacere che le montava dentro.
La sua fica era martoriata dalle sensazioni fortissime che ormai provava da pi\u00f9 di un\u2019ora, i suoi umori continuavano a colare sempre di pi\u00f9, segno della sua incredibile eccitazione sessuale, e il clitoride era gonfio, un po\u2019 dolorante, ma ricettivo al massimo per qualsiasi tipo di stimolazione.
I suoi sensi erano in fiamme e tutta la situazione da un lato la sconcertava, dall\u2019altro le faceva provare nuove sensazioni perverse che non credeva di poter provare.
Non era solo la stimolazione alla fica ad eccitarla, ora si stava accorgendo che anche l\u2019essere esposta di fronte a sconosciuti e mostrata come una troia risvegliava in lei sensazioni profonde e violente.
L\u2019uomo, intanto, la guardava direttamente negli occhi per cogliere immediatamente il suo godimento e se Anna per la vergogna provava a distogliere lo sguardo, lui la prendeva per i capelli e la girava di nuovo per farsi fissare negli occhi.
Anna stava godendo sempre di pi\u00f9, ma non aveva la possibilit\u00e0 di isolarsi da quel contesto. Era obbligata a godere davanti a tutti, mettendo in piazza le sue sensazioni e il suo essere una lurida cagna in calore.
Inoltre le manovre che l\u2019uomo effettuava sulle sue tette le stavano facendo ugualmente provare un piacere perverso, differente da quello che proveniva dalla sua fica, ma sempre forte e violento. Lui le strizzava i capezzoli, glieli prendeva molto oltre l\u2019aureola e poi, tenendo sempre le dita serrate e strusciandole lungo quella zona cos\u00ec sensibile, risaliva fino alla punta del suo capezzolo quasi fosse la mammella di una vacca da mungere.
Con questo trattamento i suoi capezzoli si stavano allungando e gonfiando in modo esagerato e pi\u00f9 lui effettuava la sua mungitura e pi\u00f9 lei si ritrovava con i capezzoli eccitati e dritti, che le inviavano ondate di calore e di piacere fino al cervello.
A quel punto Marco intervenne: \u2018Basta \u2018 disse all\u2019uomo \u2018 ora lasciamola un po\u2019 a lei\u2019 indicando la donna che si era avvicinata e che si stava gustando la scena.
La donna in giovent\u00f9 sicuramente aveva fatto stragi di cuori per la sua bellezza, e ancora oggi mostrava un fascino torbido che sicuramente avrebbe attirato uomini di ogni tipo.
\u2018Vediamo quanto sei troia e quanto ci metto a farti godere. \u2018 disse lei con tono di sfida \u2018 Secondo me tra un minuto ti far\u00f2 urlare di piacere qui davanti a tutti\u2019.
Anna non aveva mai avuto contatti con donne in tutta la sua vita e ora trovava la cosa abbastanza ripugnante e spaventosa.
Non solo era trattata come una troia in pubblico, ma anche come una lesbica pronta a godere al primo tocco di una donna.
A lei questa volta non gliela avrebbe data vinta, si ripromise.
\u2018Togliamole questo giocattolo\u2019 disse lei inginocchiandosi e mettendosi con la faccia davanti alla sua fica.
Con una mano lo spost\u00f2 di lato e in un attimo la sua bocca ader\u00ec alla fica di Anna. La inizi\u00f2 a succhiare come fosse un frutto da cui estrarre il succo e contemporaneamente la penetrava con la lingua.
\u2018Ma quanto \u00e8 lunga questa lingua?\u2019 si trov\u00f2 a pensare Anna, la sentiva arrivare in fondo ad un\u2019altezza impensabile.
La donna si stacc\u00f2 un attimo e disse: \u2018Questa troia ha la fica tutta invischiata dei suoi umori, ormai ha fatto la crema dentro. Per\u00f2 sono buoni sai? Credo che me li guster\u00f2 con vero piacere. Sei pronta a urlare?\u2019
E in effetti un urlo le usc\u00ec quando lei, avvicinata di nuovo la bocca, le diede un morso direttamente sul clitoride. Lo teneva prigioniero tra gli incisivi, che spingeva molto in fondo, all\u2019attaccatura di quel pezzetto di carne cos\u00ec sensibile, alternando una pressione ora forte ora delicata, e nel frattempo faceva roteare la lingua intorno alla punta del clitoride che si trovava con la pelle tutta tirata e ormai del tutto fuori. Con i denti praticamente glielo scappucciava e con la lingua lo colpiva e lo schiaffeggiava.
Come aveva predetto la donna, e nonostante tutti gli sforzi per cercare di resistere, Anna venne urlando dopo pochi secondi di questo trattamento.
Il suo corpo venne come preso da convulsioni per la violenza dell\u2019orgasmo raggiunto, ma lo sgabello tra le cosce e le mani del barista che la tenevano ferma, non le permetteva pi\u00f9 di tanto di agitasi.
Soprattutto non le permetteva di staccarsi dalla bocca della donna, che a sua volta non smetteva di torturarle la fica. E cos\u00ec facendo l\u2019orgasmo di Anna non accennava a smettere del tutto. Era in una fase di orgasmo intermittente ma continuato, scemava un poco, per poi riprendere forte e potente come prima.
Una sensazione indescrivibile, che lei non aveva mai provato e che la svuot\u00f2 ti ogni resistenza rimasta. Non le importava pi\u00f9 nulla di dove era, con chi era e di quello che le stava succedendo, sapeva solo che si stava godendo un orgasmo fantastico, bellissimo e lunghissimo.
Altri ne raggiunse Anna in quella serata, quando venne scopata e inculata dagli altri uomini, quando le donne le diedero di nuovo piacere con le mani o con la bocca, ma nessuno fu neanche paragonabile a quello raggiunto per primo.
Dopo circa 2 ore Marco la fece ricomporre, le pass\u00f2 un vestito fresco che aveva avuto l\u2019accortezza di portare di nascosto con s\u00e9, visto che quello con cui era venuta era ormai lurido di sperma e dei suoi umori, e la accompagn\u00f2 di nuovo verso la macchina, quasi sorreggendola perch\u00e9 lei non ce la faceva ormai pi\u00f9 neanche a camminare.
\u2018Allora ci vediamo la settimana prossima \u2013 disse a quelle persone girandosi un attimo prima di uscire \u2013 credo che Anna sar\u00e0 felice di tornare qui da voi. Siete stati cos\u00ec carini con lei\u2019.
E le risate di quelle persone furono la cosa che pi\u00f9 rimase impressa nelle mente di Anna mentre saliva in macchina. Risate di scherno e di umiliazione, che di nuovo, incredibilmente, la fecero bagnare.<\/p>\n\n\n\n

Per fare quattro chiacchiere: <\/p>\n

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