{"id":20295,"date":"2023-02-01T08:17:20","date_gmt":"2023-02-01T08:17:20","guid":{"rendered":"https:\/\/vashmeh.ru\/?p=20295"},"modified":"2023-01-30T08:32:56","modified_gmt":"2023-01-30T08:32:56","slug":"tokyo-gaya","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vashmeh.ru\/gay\/tokyo-gaya\/","title":{"rendered":"Tokyo gaya"},"content":{"rendered":"\n
\u2026 segue dalle puntate precedenti\u2026<\/p>\n\n\n\n
Introduzione
All’epoca, essendo uno dei pochi ad aver studiato giapponese, riuscii a trovar lavoro in una ditta che mi trasfer\u00ec, come elemento di “comodo” e a tempo indeterminato, in Giappone. Cose d’altri tempi. E se \u00e8 vero che, in seguito alla malattia al tempo dell\u2019universit\u00e0 e le cure subite ero diventato un “bell\u2019uomo” con tanto di baffi e spalle robuste, \u00e8 altrettanto vero che la voglia di cazzo che avevo fin da bambino (quando mi sentivo molto femmina) permaneva intatta perch\u00e9 ormai da tempo avevo assaporato la sensazione di sentirmi posseduto analmente, insomma, m’ero “fatto il culo” (come si dice) ed ero diventato una una troia ubbidiente\u2026 e la cosa continuava a piacermi. A Tokyo, dove c’era la sede della ditta, trovai un appartamentino convenientemente centrale in un quartiere popolare e calmo. E da l\u00ec, nei momenti liberi, esploravo la citt\u00e0 come turista ma anche con la speranza di trovare come soddisfarmi sessualmente perch\u00e9 vedevo anche begli uomini intorno.<\/p>\n\n\n\n
Ma bisogna sapere che, non ostante le apparenze di maschi etero e stacanovisti, Tokyo ha una lunga tradizione “gaya”. Infatti la citt\u00e0 di Edo (come si chiamava Tokyo anticamente) nacque quasi artificialmente all’inizio del XVII secolo, forse un po’ prima, in un luogo gi\u00e0 abitato da pescatori alle foci del fiume Sumida che si getta nell\u2019ampia baia di Tokyo, per volere dello shogun Tokugawa che aveva chiamando a raccolta tutti i carpentieri, operai, artigiani, monaci, commercianti e sgherri (per mantenere l’ordine) da ogni parte dal paese che era ormai nelle sue mani. Fu un lungo periodo di stabilit\u00e0 e pace, anche se forzata, in una rigida societ\u00e0 strutturata verticalmente che vedeva i samurai ad un ristrettissimo vertice con la stragrande maggioranza di contadini, mercanti, artigiani, faccendieri e tantissimi avventurieri. All’epoca Edo era la citt\u00e0 pi\u00f9 grande del mondo e superava di molto il milione di abitanti i cui sette ottavi di sesso maschile. Era una citt\u00e0, dunque, in progressiva e costante espansione con carpentieri che lavoravano molte ore al giorno e che avevano sempre appetito, non solo di cibo ma anche di sesso, una citt\u00e0 dove coesistevano uomini indaffarati nelle pi\u00f9 svariate mansioni, non ultima quella di far divertire con spettacoli, e dove la prostituzione proliferava. Ma il numero delle prostitute, con tanto di licenza ad esercitare in postriboli, era assolutamente insufficiente se si considera la popolazione maschile totale dove, senza imposizioni religiose (sia lo shinto che il buddismo non vietano il sesso nelle sue molteplici forme) sia monaci che militari (questi ultimi poi avevano anche la proibizione di frequentare prostitute) godevano inevitabilmente del sesso tra maschi. Inoltre molti non amavano la compagnia a pagamento o non potevano permetterselo, la qual cosa faceva il paradiso di quelli che amavano prenderlo in culo\u2026 o darlo preferendo il culo maschio a quello delle donne che sovente lo d\u00e0 controvoglia non provando lo stesso piacere dell’uomo (per non parlare dell\u2019arte del pompino in cui noi froci siamo maestri). Per cui anche per gli uomini perfettamente e completamente, diciamo, eterosessuali era abbastanza normale farsi fare un pompino o metterlo in culo ad un maschio che poteva essere pi\u00f9 o meno effeminato in quanto, sempre in generale, i giapponesi sono poco pelosi, anzi alcuni completamente senza peli anche perch\u00e9, sovente, si depilano.<\/p>\n\n\n\n
La situazione, sostanzialmente non cambia ora dopo oltre quattrocento anni. L’omosessualit\u00e0, sia maschile che femminile, in Giappone continua ad essere una questione sempre squisitamente personale, e nelle preferenze intime la societ\u00e0, in genere, non si intromette. Ho notato che i cosiddetti eterosessuali, non potendo fruire di una donna per timidezza, per situazione sociale, o per altri fattori contingenti preferiscono i giovani (anche giovanissimi) glabri che, in effetti appaiono di un genere intermedio anche se non tutti sono passivi: ho avuto l’esperienza di essere scopato da una “signorina” (non trans) dotata di un bel cazzo! Ovviamente, cosa diversa \u00e8 per chi esercita lo spettacolo che, non avendo arte n\u00e9 parte, se ne inventa di tutte per arraffare pi\u00f9 denaro possibile, ma in Giappone sono semplicemente considerati personaggi “divertenti”, senza alcun giudizio moraleggiante. Ed \u00e8 comunque un\u2019antica tradizione, con una fiorente letteratura e arte omoerotica.<\/p>\n\n\n\n
Anche io, da giovanissimo mi sentivo femminuccia ed a volte amavo travestirmi, poi crescendo mi mettevo intimo femminile soprattutto per fare sesso, poi dopo l’incidente d\u2019auto e le cure mi sono trasformato in un orsacchiotto, un po\u2019 peloso, ma con il culo sfondato e abbastanza bravo nel fare pompini\u2026 soffocotti, come li chiamano in Toscana. A me, come ho detto e sottolineo, piace essere sodomizzato e riempito, come dire che sono un orsetto frocio completamente passivo e fin da giovanissimo e mi piace essere trattato come una troia. E s\u00ec, anche in Giappone ci sono le comunit\u00e0 ursine\u2026<\/p>\n\n\n\n
Vita gay a Tokyo
Conosciuto in tutto il mondo, il primo posto dove sono andato a grufolare \u00e8 stato Shinjuku Nichome, rinomato quartiere di ritrovo gay. Inutile dire che fu uno dei primi posti dove assaggiai i primi cazzi giapponesi che scoprii normalmente gustosi (i pompini li ho sempre fatti rigorosamente con ingoio fin da bambino). Un po’ per penuria di soldi, un po’ perch\u00e9 il chiasso mi infastidisce, andai poche volte nei pub, ma l\u00ec incontrai un americano che mi fece una corte spietata e riusc\u00ec a portarmi in albergo (figurarsi, bastava dirmelo\u2026) dove mi scop\u00f2, ricordo che aveva una cappella enorme e l’inizio della penetrazione fu decisamente piacevole\u2026 a Nichiome tornai molte volte e cominciai a frequentare le saune, economiche, pulite e rilassanti, dove in effetti ebbi l’occasione di farmi scopare parecchio.<\/p>\n\n\n\n
\u00c8 proprio qui che ho scoperto una cosa abbastanza comune in Giappone e che non mi era mai capitata in Italia perch\u00e9 non ne ho mai avuta l’opportunit\u00e0, cio\u00e8 che mi piace essere guardato mentre mi scopano, mi piace sentire i commenti che fanno mentre qualcuno me lo metteva nel culo o mentre faccio un pompino. Ci sono anche quelli che si uniscono formando piccole orge spontanee. In Italia, una simile situazione, non era mai stata possibile. Si mettevano annunci su riviste o si rispondeva, poi ci si incontrava con le persiane ben chiuse per non rischiare di essere spiati. Certo anch’io ho avuto le mie piccole esperienze al cinema, ma sempre nell’ombra, mentre in Giappone ci si propone, dentro la sauna, e pochi si appartano.<\/p>\n\n\n\n
Avventure
(Avvertenza, le parole giapponesi si leggono come se le consonanti fossero in inglese e le vocali sempre come in italiano.)<\/p>\n\n\n\n
Parliamo del maschio giapponese\u2026
Spesso hanno una bella pelle leggermente sull\u2019olivastra, ma alcune parti del corpo, come ad esempio il pene o l\u2019ano, assume un colorito pi\u00f9 scuro rispetto al resto. Alcuni hanno il pene praticamente nero! Poi non \u00e8 vero che hanno tutti il pene piccolo\u2026 generalmente, forse, leggermente inferiore allo standard italiano, ma molti sono anche ben forniti. Sempre generalmente, sono molto gentili e cercano di durare a lungo per dare piacere\u2026 a volte anche troppo a lungo!<\/p>\n\n\n\n
Ma torniamo alle mie esperienze\u2026 anche Nichome, col tempo, purtroppo, cominciava a trasformarsi per diventare un luogo di svago generico e non solo una zona di ritrovo come era in origine. Per\u00f2 la sauna era il luogo dove meglio mi trovavo e allora cominciai a battere la zona di Ueno dove ci sono molte saune gay di antica storia, alcune aperte a tutti, altri limitate a fasce di et\u00e0 o anche a tema (ci sono locali, ad esempio, dove si fanno\/ricevono solo pompini). All’epoca non tutte le saune erano aperte agli stranieri ma alcune, per mia fortuna, erano di vedute aperte.<\/p>\n\n\n\n
La prima volta avvenne che, dopo aver fatto un pompino ad uno in un bagno della stazione, mi port\u00f2, quasi trascinandomi, in una sauna proprio l\u00ec vicino per scoparmi\u2026 evidentemente il pompino con ingoio non gli era bastato, e dove feci delle belle esperienze perch\u00e9 ci andavo poi almeno una volta a settimana. Nel frattempo compravo riviste gay, come “Barazono” o anche “Bady”, e mettevo o rispondevo agli annunci per fare amicizia. Negli annunci mi presentavo come “Bari-Neko-no-kuma” (orso completamente passivo) e riscossi un discreto successo poich\u00e9 molti giapponesi amano scopare e basta senza per questo volerne fare una storia, ma devo dire che lo fanno bene. Ricevetti lettere da altri gay “tachi” (attivi) e “Bari-Tachi” (solo attivi) ma anche da etero, “nonke” come si chiamano in gergo qui, alcuni per scoparmi ma la maggior parte richiedendomi pompini perch\u00e9, mi spiegarono, le donne giapponesi normalmente non ingoiano e non piace loro essere sodomizzate soprattutto se si tratta di cazzi di un certo diametro perch\u00e9 spesso hanno le emorroidi infiammate.<\/p>\n\n\n\n
In sauna (sauna gay, intendo), essendo ovvio che tutti siano omosessuali, non ci si deve preoccupare molto delle apparenze, a volte, mentre io ero seduto in poltrona per riposarmi, si avvicinavano e scoprivano il cazzo che io, senza fiatare, lo prendevo in bocca e succhiavo. Non so perch\u00e9, ma fare pompini mi \u00e8 sempre venuto spontaneo e credo di aver sempre saputo cosa fare fin dal primo pompino fatto a Carlo, il mio compagno di scuola con il quale si facevano i compiti, anche se tutt’ora non credo d’essere un bravo pompinaro, ma mi ci metto sempre di buona volont\u00e0 e ingoio sempre. Molti giapponesi si dedicano l’arte del pompino (e ce ne sono di bravissimi) ma spesso non ingoiano e quando videro che io invece lo facevo automaticamente, si avvicinavano e quando andavo in sauna come minimo quattro o cinque pompini li facevo, oltre a delle belle scopate. I giapponesi, in genere, hanno lo sperma buono, gustoso molto raramente amaro ed \u00e8 un piacere ingoiarlo. Venivo anche scopato e ricordo ancora quando, mentre facevo un sessantanove, uno da dietro mi incul\u00f2 senza dire una parola; sentendomi il cazzo dentro, anche io me ne venni nella bocca del mio partner e lui se ne venne nella mia. Penso che il 69 sia molto democratico: si d\u00e0 ci\u00f2 che si riceve!<\/p>\n\n\n\n
Come accennato prima, si dice sempre che i giapponesi abbiano il cazzo piccolo. Sarebbe meglio dire che non rientrano nella media mondiale dei cazzi grossi\u2026 la media di una buona dozzina di centimetri li mette in un posto intermedio, certamente un po’ meno della media del cazzo italiano; beh, anche io ho il cazzo di una decina di centimetri, dunque un cazzo piccolo (per\u00f2 non \u00e8 il motivo per il quale io preferisco prenderlo in culo) e confesso che ne ho trovati pochi meno dotati di me e decisamente molti pi\u00f9 dotati. Ma io non faccio testo perch\u00e9, oltre ad avere il cazzo piccolo, ho la pancia che me lo nasconde\u2026 e poi, come ho detto, ho sempre preferito fare sesso con il culo. Ma tra i giapponesi alcuni sono decisamente ben dotati sia in lunghezza che in circonferenze per arrivare fino a buoni sedici centimetri (per mia diretta esperienza). Come preferenza personale affermo che la dimensione conta, ma \u2014per me\u2014 pi\u00f9 che la lunghezza conta la circonferenza; con orgoglio posso dire di aver soddisfatto cazzi di oltre 16 cm di circonferenza! Avendo il culo cos\u00ec accogliente, ormai da tempo, quando mi mettono a pecora per scoparmi, io chiudo le gambe ed incrocio le caviglie in modo tale da procurare pi\u00f9 piacere a che mi monta. La maggioranza dei giapponesi, come ho accennato, scopa bene, con dedizione, con delicatezza, lentamente e a lungo evitando di venirsene per farti godere il pi\u00f9 possibile, sono gentili sempre (salvo rare eccezioni) e spesso, dopo bella e lunga scopata soddisfacente ti danno un bacetto dicendoti “grazie!” e “spero di incontrarti ancora!”\u2026 Il che fa decisamente piacere soprattutto quando ti riempiono di sperma (sempre chiedendoti il permesso prima). Ma ci sono anche quelli che evitano di venirsene, quelli che cercano di appagarsi dell’atto \u2014sia esso orale o anale\u2014 senza arrivare alla loro naturale conclusione pensando che chi \u00e8 passivo si accontenti di essere sodomizzato e basta. Questi individui mi avviliscono perch\u00e9 un passivo vuole (o almeno questo vale per me) ricevere lo sperma di chi fa sesso con lui in quanto rappresenta il piacere d’aver dato piacere, una sorta di premio per l’impegno messo nel ricevere il loro cazzo nel profondo delle viscere o nel succhiarlo.<\/p>\n\n\n\n
La sauna dove andavo sempre evidentemente non ce la fece economicamente e dovette chiudere ed io mi misi alla ricerca di un’altra. Ne trovai una non molto lontana che era, ed \u00e8, molto vecchia. La frequentavo perch\u00e9 comoda e a buon mercato. Fu l\u00ec che ebbi una bella esperienza e decisamente memorabile\u2026 un giorno di tarda primavera ci andai e ci trovai un certo numero di persone. Un giorno notai un giapponese ben in carne, massiccio, decisamente alto e dall’aspetto possente intorno alla quarantina, co un atteggiamento di chi \u00e8 sicuro di s\u00e9 con un viso indagatore, da pirata, che mi guardava con simpatia e un mezzo sorrisetto un po\u2019 sadico sulle labbra, un atteggiamento nello sguardo che dice \u201cora ti faccio piangere io\u201d, uno sguardo che mette in agitazione e anche un pizzico di paura, che promette una scopata da ricordare. Poi mi venne vicino e cominci\u00f2 a parlare a bassa voce. Una bella voce pacata e sicura di quelle che mi fanno desiderare di essere posseduto. Credo che avesse percepito la mia totale passivit\u00e0 (anche se non sfoggio atteggiamenti femminili).<\/p>\n\n\n\n
Anche se non c’era motivo alcuno, ero un po’ emozionato perch\u00e9 era un tipo che mi piaceva e stranamente mi ricordava l’esperienza fatta di quando ero ragazzetto e mi feci rompere completamente il culo (e quel dolorino allo sfintere mi \u00e8 sempre piaciuto). Cominci\u00f2 ad accarezzarmi, prima la guancia, poi una spalla, poi un tocco leggero sul capezzolo. Si avvicin\u00f2 di pi\u00f9 per darmi qualche bacetto sul collo. Cominciavo ad eccitarmi e allungai la mano per toccare il suo cazzo\u2026 dioomiooo!! che sorpresa!\u2026 era enorme!
Mostruosamente bello!
Spaventoso!
Arrapante!
Una cosa mai vista prima d’allora e, devo ammettere, mai neppure dopo con non meno di un sedici o diciassette centimetri di diametro e una ventina di lunghezza!!
Per capirci siamo parlando della dimensione di una lattina di birra da 500cc.
Lui cominciava ad eccitarsi ed il cazzo s’induriva, allora, vedendo che sull\u2019uretra aveva la gocciolina di pre-sperma, mi chinai per prenderlo in bocca. Macch\u00e9, era troppo grosso per la mia bocca! Cominciai a slinguarlo con gusto perch\u00e9 era dolce e pulito, gli leccavo le belle palle ed il culo, infoiato come ero, cosa che lo eccitava molto visto che il cazzo era diventato duro come una pietra. Mi tolse la vestaglietta che distribuiscono all’entrata ed io istintivamente mi coprii il pisellino con una mano esponendo un po’ la pancia ed inarcando la schiena quasi a nasconderlo tra le cosce (cosa che ogni tanto faccio), ma egli, con fare affettuosamente simpatico fece una risatina. Ah, non \u00e8 che io mi vergogni d’averlo piccolo, ma mi \u00e8 sempre venuto spontaneo farlo. Stranamente quel sorrisetto mi fece provare piacere ed ero talmente eccitato che mi tramavano le gambe perch\u00e9 non solo mi sentivo desiderato da un uomo ma ero anche trattato da frocio pasivo in bal\u00eca di uno attivo che era deciso a prendere tutto il suo piacere e a tutti i costi\u2026 ed ero felice di questo. Chiusi gli occhi abbandonandomi perch\u00e9 i maschi giapponesi ti trattano sempre con i guanti, ma fui riportato alla realt\u00e0 da una sonora pacca sul sedere, e poi un’altro per poi tastarmi, stropicciandomi il culo e facendomi capire che era di suo gradimento, mentre mi dava bacetti sul collo, sull’orecchio.
Lecc\u00f2 il mio culetto infilandoci la lingua dentro per assaporarmi facendomi provare sensazioni meravigliose. Istintivamente mi misi a pecora per fargli vedere il mio culo rotto e desideroso, pi\u00f9 che pronto ad accoglierlo. Sentii la sua cappella ben lubrificata al centro del mio sfintere, sentii chiaramente che cominciava a spingere e il mio ano cedeva, di conseguenza, per riceverlo gioiosamente (dio che troia che sono!).
Di cazzi ne avevo presi a centinaia per cui ero rilassato, ma\u2026 ma ad un certo punto non riusciva ad entrare ed io sentivo dolore della pelle dell’ano tirata al massimo, quasi al punto di rottura proprio come neanche la prima, beluina, scopata quando mi feci rompere completamente il culo da ragazzino.
Spingeva, involontariamente cercavo di ritirarmi non perch\u00e9 non volessi riceverlo, anzi, ma perch\u00e9 era troppo grosso e forse non sarebbe potuto entrare senza lacerazioni. La situazione era imbarazzante perch\u00e9 in Italia se tu ti sei messo a pecora vuole dire che accetti senza compromessi e chi ti sta scopando ha, giustamente, tutto il diritto di mettertelo dentro a tutti i costi fregandosene altamente se ti fa un male bestiale, mentre in Giappone no, si ferma chiedendoti se ti fa male\u2026 e certo che fa male, e allora? Rinuncia a scoparti perch\u00e9 fa male\u2026 ma soprattutto ti lascia a bocca asciutta, perch\u00e9 (almeno per me) voglio essere sodomizzato e soccombere al desiderio incontrollabile e incontrollato di chi mi sta montando!
Ma io volevo essere scopato. Dal canto suo, speravo che egli non avesse voluto sentir ragioni perch\u00e9 aveva il cazzo ormai puntato nel mio buco e non si sarebbe mai dovuto ripensarci n\u00e9 smettere. Era all\u2019entrata del mio culo e, pi\u00f9 che giustamente, doveva (anche perch\u00e9 voleva) arrivare a godere nelle mie calde viscere. D\u2019altro canto io ero la vittima felice di questo dolorosissimo sacrificio\u2026 cosa che appagava il mio spirito masochista. Intanto, cominciavo a sentire un dolore intenso mentre lui, dietro di me, cercava di penetrarmi con quella caparbiet\u00e0 ed egoistica volont\u00e0 di voler possedere a tutti i costi. Lo lubrific\u00f2 nuovamente poi continu\u00f2 a pingerlo. Ero talmente lordo di lubrificante che sarebbe riuscito a sfondarmi anche se io, invece di aprirmi il pi\u00f9 possibile per riceverlo, avessi stretto le chiappe.
Il dolore era fortissimo e i gridolini che cercavo di emettere mi morivano in gola per l\u2019affanno nella respirazione. Credo che lui abbia fortunatamente interpretato i miei mugugni di dolore come incitamento a mettere maggior vigore perch\u00e9 mi afferr\u00f2 con pi\u00f9 forza schiaccandomi sotto il suo peso. Mi ritrovai cos\u00ec tra lui e la mouquette del pavimento mentre le sue mani mi bloccavano i polsi e le sue gambe bloccavano le mie. Ma riusc\u00ec, quel mostro, ad entrare con la cappella nel mio ano. Sentii che continuava ad avanzare inesorabilmente in me millimetro dopo millimetro senza piet\u00e0.
Nell\u2019essere umano, dall\u2019ano alla curva sigmoidea (dove comincia l\u2019intestino vero e proprio) ci sono una quindicina di centimetri o qualcosa di pi\u00f9 (ecco perch\u00e9 dico che lui se ne venne immettendomi il suo sperma direttamente nell\u2019intestino) poi c\u2019\u00e8 l\u2019intestino!
Ci mise del tempo, ma riusc\u00ec a mettermelo T U T T O dentro\u2026 ma proprio TUTTO. Certamente non ho guardato l\u2019orologio, ma credo che per arrivare a mettermelo tutto dentro ci vollero una ventina di minuti abbondanti. Ora provate a pensare alla forza d\u2019animo di questonuomo che seppe resistere a venirsene in qualche modo\u2026 i giapponesi sono fantastici in questo. Avevo gli occhi pieni di lacrime perch\u00e9 il dolore era quasi irresistibile, ma vidi un paio di persone che si masturbavano nel vedere questa scena di martirio e mi arrapai ancora di pi\u00f9 perch\u00e9 stavo dando spettacolo.
Con quella verga pulsante profondamente conficcata in me cominci\u00f2, lentissimamente, a percorrere il mio retto s\u00f9 e gi\u00f9 e faceva male non solo per l\u2019eccessiva dilatazione del mio ano, ma anche perch\u00e9 quando arrivava e toccava con la sua cappella il mio intestino faceva male e io non ero abituato\u2026
Cercavo in tutti i modi di accettare rassegnato questo dolore e di rilassarmi\u2026 anche per il fatto che non avevo alternative. Questa tortura dur\u00f2 parecchio. Quando i giapponesi decidono che ti devono scopare per un\u2019ora, non ci sono santi che tengano e non ti permettono (giustamente) di gettare la spugna. Se sei in ballo, devi ballare\u2026 lo sapevo ed accettavo tutto!
Ma, chi lo ha provato lo sa, ad un certo punto il dolore passa in secondo piano, viene quasi dimenticato anche se continua a starsene l\u00ec e viene sostituito da una specie di prurito che ti fa desiderare pi\u00f9 dolore. Cominciai a prendere gusto a questa tortura e ad ogni sua bordata io spingevo il mio culo dilaniato verso questa enorme verga in modo che mi entrasse pi\u00f9 profondamente. Adattai il mio respiro all\u2019inesorabile lento ritmo del suo cazzo mentre lui era finalmente concentrato completamente nel suo piacere che per\u00f2 comprendeva anche il fatto di non venirsene. Complicati, questi giapponesi!
Faccio da guida e se qualcuno vuole informazioni oppure visitare con me alcune saune di Tokyo o semplicemente scoparmi quando sono in Italia pu\u00f2 scrivermi a:
(Continua\u2026)<\/p>\n
\u2026 segue dalle puntate precedenti\u2026 IntroduzioneAll’epoca, essendo uno dei pochi ad aver studiato giapponese, riuscii a trovar lavoro in una ditta che mi trasfer\u00ec, come elemento di “comodo” e a tempo indeterminato, in Giappone. Cose d’altri tempi. E se \u00e8 vero che, in seguito alla malattia al tempo dell\u2019universit\u00e0 e… <\/p>\n","protected":false},"author":466,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"yasr_overall_rating":0,"yasr_post_is_review":"","yasr_auto_insert_disabled":"","yasr_review_type":""},"categories":[52],"tags":[171,1152],"ppma_author":[1187],"yasr_visitor_votes":{"number_of_votes":2,"sum_votes":10,"stars_attributes":{"read_only":false,"span_bottom":false}},"authors":[{"term_id":1187,"user_id":466,"is_guest":0,"slug":"nancy-elly","display_name":"Nancy Elly","avatar_url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/41ec12b2a2b01b038f25dad9a6e1962c?s=96&d=retro&r=x","description":"","first_name":"Nancy Elly","last_name":"","user_url":""}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vashmeh.ru\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20295"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vashmeh.ru\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vashmeh.ru\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vashmeh.ru\/wp-json\/wp\/v2\/users\/466"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vashmeh.ru\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20295"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/vashmeh.ru\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20295\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20296,"href":"https:\/\/vashmeh.ru\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20295\/revisions\/20296"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vashmeh.ru\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20295"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vashmeh.ru\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20295"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vashmeh.ru\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20295"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/vashmeh.ru\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=20295"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}