{"id":22037,"date":"2023-02-27T13:50:40","date_gmt":"2023-02-27T13:50:40","guid":{"rendered":"https:\/\/vashmeh.ru\/?p=22037"},"modified":"2023-02-27T19:39:29","modified_gmt":"2023-02-27T19:39:29","slug":"hogtie-e-frustata-i-piaceri-di-una-schiava","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vashmeh.ru\/bondage\/hogtie-e-frustata-i-piaceri-di-una-schiava\/","title":{"rendered":"Hogtie e frustata i piaceri di una schiava"},"content":{"rendered":"\n
L’orologio davanti a me continuava a scandire i minuti che sembravano infiniti. Se non mi fossi concentrata sull’orologio, avrei potuto giurare che ero l\u00ec da una vita intera. Gi\u00e0 erano passati 27 minuti e 36 secondi, l’ansia e la curiosit\u00e0 di sapere cosa sarebbe successo dopo mi stavano facendo impazzire. Ero cos\u00ec concentrata che la mia testa mi girava per il desiderio, ero sul punto di cedere. Ero inginocchiata davanti a uno splendido specchio, che in un altro momento avrei ammirato con stupore, completamente nuda e incapace di muovere un solo muscolo. Il mio Dominatore era riuscito a bloccare ogni mia volont\u00e0 di movimento. Tra le mie gambe aperte c’era, ben piantato a terra, un vibratore puntato esattamente contro il mio clitoride. Prima di uscire dalla stanza, il mio Dominatore mi aveva avvertita che, se non fossi riuscita a resistere all’orgasmo per 30 minuti esatti, avrei subito la peggiore punizione possibile. Avevo resistito cos\u00ec a lungo che mi sembrava stupido cedere proprio in quel momento. Tuttavia, si sa, gli ultimi istanti sono i pi\u00f9 difficili: ormai sai che manca poco e cominci a rilassarti, compromettendo tutto il duro lavoro fatto prima. Man mano che il tempo passava, continuavo a ripetere queste parole per dirmi di resistere nonostante fosse sempre pi\u00f9 difficile. <\/p>\n\n\n\n
Finalmente, dopo 29 minuti e 19 secondi, mancava veramente poco, potevo farcela. Continuavo a convincermi di riuscire a resistere nonostante fossi sul punto di crollo. <\/p>\n\n\n\n
Dopo 30 minuti e 7 secondi, avevo resistito con successo. Ma poi, caddi. Sotto il suo sguardo che apparve improvvisamente nel mio campo visivo, caddi. <\/p>\n\n\n\n
Fu un orgasmo esplosivo, uno di quelli che capita solo una volta ogni mille. Fu cos\u00ec bello che ancora oggi lo reputo uno dei migliori della mia vita. Vidi ogni espressione, ogni smorfia riflessa nello specchio. Finalmente potei vedere ci\u00f2 che vedeva ogni volta che ero in sua presenza.<\/p>\n\n\n\n
Nonostante la mia incapacit\u00e0 di muovermi, riusc\u00ec a cadere su un fianco ma ne valeva la pena. Quando mi ripresi dall’orgasmo, mi trovai distesa sul divano dall’altra parte della stanza, con la testa sulle gambe del mio Dominatore che mi accarezzava dolcemente.<\/p>\n\n\n\n
Dopo quella lunga e tormentata esperienza con le corde, che in qualche modo erano scomparse dal mio corpo, quella carezza era la cosa pi\u00f9 agognata. Dopo quasi un’ora di silenzio, mi rivolse la parola: “Ti \u00e8 piaciuto venire?” Risposi di s\u00ec, ancora nella beatitudine post-orgasmica, non mi aspettavo le parole che seguirono. <\/p>\n\n\n\n
“Anche senza il mio permesso?” <\/p>\n\n\n\n
Quelle parole mi colpirono come un fulmine a ciel sereno. Cosa avevo combinato? Non mi aveva dato alcuna istruzione, non mi aveva detto nulla. Avevo resistito senza la sua approvazione, come avevo potuto dimenticarlo? Come avevo potuto essere cos\u00ec stupida? Mi pervase il panico, l’ansia si impadron\u00ec di me. Mi allontanai dal suo caloroso abbraccio e mi inginocchiai vicino al divano, aspettando un segnale di piet\u00e0. Speravo che mostrarmi ancora disponibile ad accondiscendere alle sue volont\u00e0, nonostante il mio stato di salute non fosse al massimo, bastasse per ottenere un po’ di perdono incondizionato. Non cercai di scusarmi, sapevo che sarebbero state inutili e avrebbero solo irritato ulteriormente il mio Padrone. Mostrare il mio dispiacere era l’unico modo per sperare nella sua clemenza. <\/p>\n\n\n\n
Non sapr\u00f2 mai se ha attenuato la punizione iniziale, ma quella successiva fu una delle pi\u00f9 memorabili e terribili per me e il mio corpo. Mi consegn\u00f2 l’orologio e mi fece sedere sul bracciolo del divano. “Visto che siamo in tema di tempo, ti dar\u00f2 la possibilit\u00e0 di sopportare altri 30 minuti. Guarda bene l’orario, mi raccomando. Se raggiungi il limite, rilascia l’orologio, mi fermer\u00f2. Ti dar\u00f2 il tempo di riprenderti e poi ricomincer\u00f2. <\/p>\n\n\n\n
Tutto il tempo rimanente sar\u00e0 contro la tua vagina e il tuo povero clitoride.” Ah, 30 minuti, cosa sono mai? Un gioco da ragazzi. Maledissi ogni momento prima di cominciare per essere stata cos\u00ec superficiale: 30 minuti erano davvero tanti. Non ero abituata a gestire il tempo, di solito mi dava un tempo e me lo faceva rispettare, il tempo in s\u00e9 non lo avevo mai considerato. Non ero mai stata sottoposta a punizioni cos\u00ec lunghe, avevo davvero paura. Conoscevo il dolore che mi aspettava, ma non avevo idea di quanto sarebbe stato effettivamente difficile. <\/p>\n\n\n\n
Prese una frusta. Ero sicura che non avrebbe usato la mano, si sarebbe fatto troppo male, ma speravo in qualcosa di meno doloroso per me. Cominci\u00f2 a colpirmi con forza fin da subito, concentrando gli colpi sulle natiche ma anche su ogni parte del corpo a cui poteva arrivare. Mi faceva un male tremendo, pensavo di non farcela davvero. Ogni volta che mi colpiva sembrava che non avrei potuto sopportare un altro colpo, mi sentivo svenire dal dolore continuo. A un certo punto mi fece alzare. Mi posizion\u00f2 di fronte allo specchio, ma con le spalle rivolte a quell’oggetto strano dell’arredamento. Mi sono sempre chiesta perch\u00e9 vengono cos\u00ec usati per arredare le case, credo che rimarr\u00e0 sempre un mio dubbio.<\/p>\n\n\n\n
Inizi\u00f2 subito a colpire con forza, concentrando i suoi colpi sulle natiche ma anche su ogni parte del mio corpo raggiungibile. Il dolore era terribile, pensavo di non farcela davvero. Ogni colpo sembrava spingermi oltre i miei limiti, mi faceva sentire come se stessi per svenire dal dolore continuo. Poi mi fece alzare e mi posizion\u00f2 di fronte allo specchio, dando le spalle a quell’oggetto strano dell’arredamento. Non capivo perch\u00e9 fosse cos\u00ec popolare nelle case, ma questa era una domanda che avrei lasciato senza risposta. In piedi, non potevo sapere dove sarebbero arrivati i colpi. Per avere ancora pi\u00f9 spazio a disposizione, mi fece allargare le braccia e tenerle alzate sulla testa. E cominci\u00f2 a colpire. I suoi colpi arrivavano da ogni parte, pronti a colpire ogni parte del mio corpo tranne il mio viso. Colp\u00ec la schiena, le braccia, la pancia, i seni, le ascelle, le cosce, i piedi. Ovunque. I colpi non avevano un ritmo, erano completamente casuali. <\/p>\n\n\n\n
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A volte veloci, altre cos\u00ec lenti da farmi dubitare che un altro colpo fosse imminente. Il dolore era ovunque, non riuscivo a distinguere niente tranne il fatto che la mia capacit\u00e0 di sopportazione stava raggiungendo il limite. Ma l’idea che sarebbe stato molto peggio se avessi mollato mi faceva resistere. Dopo 25 minuti, crollai in ginocchio in lacrime, non riuscivo a sentire altro che dolore indistinto. L’orologio vol\u00f2 dall’altra parte della stanza rotolando, ma quasi non me ne accorsi. Il mio Padrone mi raccolse da terra e mi accarezz\u00f2 finch\u00e9 fui in grado di stare in piedi da sola. Ero cos\u00ec sollevata che avesse smesso di punirmi che mi crogiolai in quella meravigliosa sensazione di benessere che mi davano le sue braccia. Pensavo fosse finita quando tornai alla realt\u00e0. Come avevo potuto scordarlo? Mi gelai. Ero completamente immobile di fronte a lui. Ma lui mi sorrise. Riusc\u00ec a sorridere. Non riuscivo a crederci. Poi mi prese la mano dolcemente e mi fece spostare al centro del divano, gambe spalancate come la peggiore delle troie e mani dietro la testa. “Se muovi anche solo un muscolo, ricomincio da capo. Chiaro?” Non gli sembrava abbastanza, cos\u00ec prese una molletta, di quelle con l’intensit\u00e0 della chiusura regolabile, e me la applic\u00f2 al clitoride, regolando l’intensit\u00e0 massima. <\/p>\n\n\n\n
Sapevo che sarei svenuta dal dolore al clitoride, non avevo idea di come avrei potuto resistere anche al resto. \u201cSei pronta?\u201d<\/p>\n\n\n\n
Egli riusciva a sorridere e a sembrarmi incoraggiante, come se avesse la certezza che sarei riuscita a superare ogni difficolt\u00e0 senza problemi. Mi baci\u00f2 dolcemente sulla fronte, mentre io annuii timorosa. Dopo avermi fatto abituare qualche istante, inizi\u00f2 la punizione con il frustino. Il suono del suo sibilo mi terrorizzava, e sapevo gi\u00e0 che la sua mira sarebbe stata perfetta sul mio clitoride, la zona pi\u00f9 sensibile e congesta di sangue. Il colpo fece muovere la molletta e il dolore fu atroce, ma dopo avermi fatto riprendere, continu\u00f2 con altri colpi, tutti mirati perfettamente e altrettanto dolorosi. Sembrava durare un’eternit\u00e0, finch\u00e9 non smise e mi massaggi\u00f2 il clitoride, togliendo la molletta. “Che troia sei, ti ho colpito nel modo peggiore e sei ancora pi\u00f9 eccitata di prima. Dovrei ricominciare la punizione da capo, sembra che tu non abbia ancora imparato la lezione.” A queste parole mi gelai, terrorizzata, ma poi sentii la sua forza che mi penetrava la vagina, riempiendomi completamente senza troppa difficolt\u00e0. Fu una scopata incredibile, con lui che ripercorreva ogni segno che mi aveva lasciato, non staccando un secondo le dita dal mio povero clitoride. Alla fine mi concesse l’onore di poter avere un altro orgasmo. Fu stupendo, con lui che mise nuovamente la molletta sul mio clitoride all’apice del piacere, provocandomi un dolore meraviglioso. Alla fine, si ritrasse e fin\u00ec il suo orgasmo sul mio viso, un onore immenso per me che non vedevo l’ora di accogliere il suo meraviglioso sperma sul mio volto soddisfatto.<\/p>\n
L’orologio davanti a me continuava a scandire i minuti che sembravano infiniti. Se non mi fossi concentrata sull’orologio, avrei potuto giurare che ero l\u00ec da una vita intera. Gi\u00e0 erano passati 27 minuti e 36 secondi, l’ansia e la curiosit\u00e0 di sapere cosa sarebbe successo dopo mi stavano facendo impazzire.… <\/p>\n","protected":false},"author":35,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"yasr_overall_rating":0,"yasr_post_is_review":"","yasr_auto_insert_disabled":"","yasr_review_type":""},"categories":[122],"tags":[1323,1321,1324,1318,1322,271,173,269],"ppma_author":[663],"yasr_visitor_votes":{"number_of_votes":0,"sum_votes":0,"stars_attributes":{"read_only":false,"span_bottom":false}},"authors":[{"term_id":663,"user_id":35,"is_guest":0,"slug":"anonimoeccitato","display_name":"AnonimoEccitato","avatar_url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/230033e960e610ec87ca226531081be9?s=96&d=retro&r=x","description":"","first_name":"Anonimo Eccitato","last_name":"","user_url":""}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vashmeh.ru\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22037"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vashmeh.ru\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vashmeh.ru\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vashmeh.ru\/wp-json\/wp\/v2\/users\/35"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vashmeh.ru\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22037"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/vashmeh.ru\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22037\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22038,"href":"https:\/\/vashmeh.ru\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22037\/revisions\/22038"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vashmeh.ru\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22037"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vashmeh.ru\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22037"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vashmeh.ru\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22037"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/vashmeh.ru\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=22037"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}