Manette e cazzo in culo per la signora

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Manette e cazzo in culo per la signora

Inizia una nuova giornata di lavoro, in cui mi trovo a notificare degli atti di polizia giudiziaria. Un lavoro dove , si entra nelle case di molte persone e dove non spesso capitano situazioni insolite e tal volta, come in quella che sto per raccontarvi anche molto eccitanti. La giornata era stata piuttosto monotona, fin quando: arrivo all’ultima abitazione della lista e suono al campanello. Una voce sensuale risponde “chi è?” e subito la mia mente comincia a fantasticare su cosa mi aspetta.

La porta si apre e una bellissima donna in un vestitino nero, stivali e calze nere mi accoglie con uno sguardo basito, dal momento che mi trova in divisa. Ma presto il suo sguardo si trasforma in curiosità e fascino per l’uniforme che indosso.

Le chiedo di parlare con la signora Mariae lei risponde che è proprio lei. Mi invita ad entrare e mi accompagna in cucina, dove mi offre un caffè. Nel frattempo, cerco di spiegare la motivazione del verbale, ma non riesco a togliere gli occhi di dosso. La mia testa ripensa a pochi attimi prima, quando per accompagnarmi verso la cucina, mi aveva dato la schiena e il mio sguardo ammirò quel suo suo favoloso culo, in cui le trasparenze dei pantaloni facevano intravede un perizoma.

Le emozioni cominciano a prendere forma nella mia mente e non posso fare a meno di fantasticare su cosa mi piacerebbe fare con lei. La zoccola, si accorge dei miei sguardi e dei miei sorrisi da piacione e accentua i movimenti del fondoschiena, mentre mette il caffè sul fuoco e viene poi a sedere accanto a me. Nel farlo, sfiora il mio fianco con il suo corpo.

Devo rimanere calmo, ma la mia mente va alla deriva e desidero tanto poterle dimostrare la mia virilità. Tuttavia, sono in divisa e in servizio e non posso fare nulla di troppo audace

Lei continua tuttavia a stuzzicarmi con grandi sorrisi provocanti e ammiccanti, mentre è seduta proprio al mio fianco e sono intento a sorseggiare il caffè, il mio sguardo va sulla sua scollatura della sua maglietta, che mostra delle tette piuttosto evidenti. Non indossa il reggiseno e la vista di quella quarta misura dritta e soda mi fa arrapare e drizzare il cazzo. Il cazzo mi inizia a diventare duro, tanto che dai pantaloni il mio pacco inizia a vedersi in modo vistoso. Per non farmi notare, accavallo le gambe. Ma ormai è troppo tardi, un sorrisetto compiaciuto di Tiziana, mi fa capire, che sono già stato colto in flagranza di reato.

Lei si fa molto sbarazzina e nonostante il mio imbarazzo evidente, mi posa una mano sulla gamba ed inizia ad andare su e giù fin quasi all’altezza del pacco per fermarsi pochi attimi prima.

“Mi piacciono molto gli uomini in divisa”, mi dice. “Hai un bel fisico e dimmi ti piace il tuo lavoro?”

“Sì, ho sempre avuto un’attitudine a fare il poliziotto”, rispondo io.

Lei mi guarda con un sorriso malizioso e si avvicina ancora di più.

“Hai mai perquisito una donna?”

A dire il vero non mi è mai capitato, ma non le nego che potrebbe essere una situazione particolarmente imbarazzante e poi ci dovrebbero essere le giuste motivazioni per farlo.

A quel punto lei mi guarda negli occhi , si alza e si piega davanti a me, si avvicina e mi dice nell’orecchio : ” ho nascosto addosso della cocaina, saresti in grado di trovarla?”

Ormai preso dall’eccitazione e dalle provocazioni rispondo con:

“certamente, sei certa volermi mettere alla prova?”

A questo punto ci troviamo, uno davanti all’altra e lei di un tratto mi tira uno schiaffo e quindi mi si avvicina all’orecchio e mi sussurra: “fammi vedere bastardo!”

A quel punto, tutto il mio self control, se ne va a puttane, le provocazioni sono state troppe e ripetute, non posso più desistere, nonostante sia in servizio.

  • Ferma puttana!

Le afferro i capelli e la sbatto al muro e la faccio mettere con le mani appoggiate, con la schiena rivolta verso il mio viso.

  • Allarga bene le gambe ora.

Lei, obbedisce immediatamente ed io mi avvicino per iniziare la perquisizione. Le mia mani iniziano a scorrere sul suo corpo, passando prima sulla sua schiena per scivolare prima verso l’alto all’altezza del collo e quindi scendere nuovamente giù verso la schiena e trovarsi il suo fantastico sedere. Quindi le infilo una mano tra le cosce e cominciò a tastarla tra le gambe quasi all’altezza della figa. Risalgo nuovamente e le sfilo la maglietta ed inizio a stargli quelle fantastiche tette, stringendogli i capezzoli.. Lei a quel punto inizia a mugolare…

  • Zitta puttana! Godrai solo e quando te lo dico io. Adesso girati ed abbassati.

Mi alzo di scatto, la prendo x i capelli e la sbatto contro il muro, le metto le mani appoggiate aperte verso l’alto, le allargo con un piede le gambe comincio a tastarle le braccia e piano piano scendo, fino alle spalle.
“ferma puttana, nn ti muovere” urlo. Continuo a tastare il collo, scendo sulle tette e le massaggio per bene sentendo i capezzoli turgidi dall’equitazione, li prendo tra due dita e glieli tiro fino a strapparle un bel mugolio.

“Ti piace vero? Sei una troia! Ora ti faccio vedere cosa faccio alle troie come te!”, esclamo. Scendo sui fianchi e arrivo a tastare le gambe belle e sode, sento il reggicalze. Il mio cazzo è turgido e bagnato. Arrivo fino alla caviglia e risalgo, assaporando ogni centimetro di quella carne stupenda. Arrivo nuovamente ai fianchi e passo una mano davanti alla fica. Scosto il perizoma e con un dito mi faccio largo tra le grandi labbra. “Sei un lago puttana”, dico. Lei geme e muove i fianchi per far entrare meglio le dita nella fica bagnata. “Sìììììì, sono una puttana!”, risponde. Incomincio a farle un ditalino, la sgrilletto, il clitoride è gonfio come una ciliegia. Lei sposta le mani per cercare il mio cazzo, allora la prendo per i capelli con una mano e con l’altra sfilo le manette dalla mia cintura e la ammanetto con le mani dietro la schiena. “Ferma zoccola, tu fai quello che dico io!! Chiaro?”, le dico. Lei annuisce. Prendo la testa per i capelli e la porto davanti al tavolo, le sbatto con le tette e la faccia sul piano, mettendola a 90 gradi. Le tiro su il vestito mettendo a nudo un culo favoloso coperto solo da un filo del perizoma. Mi piego e incomincio a leccarle il buco del culo. Lei geme e si dimena. Le do uno schiaffo sulle chiappe belle e lisce. “Fermàaaaa!!!” urla. Continuo a leccarle il culo e ogni tanto scendo fino alla fica bagnata e mi accorgo che la puttana ha già avuto un orgasmo, lecco tutto il suo umore e mi soffermo a tintinnare con la lingua il pezzo di carne che c’è tra la fica e il buco del culo. Lei urla “Dammi il cazzo, bastardo”. Imperterrito continuo a leccare e nel frattempo mi sbottono i pantaloni. Mentre lecco, gioco con le dita nella fica e nel culo. “Godooooooooooo”, urla lei e io aumento il movimento di lingua. La puttana mi viene in bocca. Stupendo, sa di dolce. Finito di godere, lei rilassa i muscoli del corpo, io mi alzo e punto la cappella del mio cazzo all’ingresso della fica fradicia. “Prendi puttana”, e con un colpo secco le sbatto in corpo i miei 19 cm di cazzo turgido in corpo. Lei urla di godimento, io sbatto forte, le alzo la testa per i capelli e con l’altra mano strizzo le tette, facendola urlare. Sbatto sempre più forte finché non mi fermo e tolgo il cazzo dalla fica e lo punto al buco del culo. Sputo sull’ano e piano piano infilo il membro tutto dentro il culo. “Mi sfondddiiiiiiiiiiiii”.

“Zitta troia, prendilo nel culo e zitta”. Lei si zittisce ma inizia a gemere forte, tanto che temo quasi che ci sentano da fuori dalla porta. Preso dal momento, decido di fregarmene e continuo ad affondargli il cazzo nel culo, con lei che si lamenta per il dolore ma sembra anche godere.

Sto per venire, quindi le estraggo il cazzo dal culo, la prendo nuovamente per i capelli e con forza la tiro giù, facendola inginocchiare davanti al mio cazzo, lei ha ancora le manette dietro la schiena che le irrigidiscono il corpo, mentre il suo viso è a bocca aperta pronto a ricevere la mia sborrata. Io mi sego ed eccola lì una grande sborrata le riempie il faccio. Con la cappella gli prendo la sborra come se fosse un pennello e gliela spalmo sulle labbra. “Brava troia” , per questa volta non ti metto in cella.

La libero dalle manette ed entrambi andiamo in bagno a darci una sciacquata e ci rivestiamo. Nel frattempo, squilla il telefono di casa, lei risponde: “Ciao tesoro, come va?” , “Ti aspetto stasera allora”.

Chi era, le domando io. ” E’ quel cornutone di mio marito”, mi risponde lei. Poi mi dice, ” la prossima volta che dovete notificare un atto, vedete di venire in 2″.

Io le sorrido ed esco dal portone.

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