le mie 2 amiche del cuore

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le mie 2 amiche del cuore

LE MIE 2 AMICHE DEL CUORE
Iniziò tutto una mattina di maggio, mi trovavo in chat, quando vidi una foto di una ragazza stupenda, subito rimasi incuriosito, sia dal suo sorriso, che dal suo stranissimo nome, non lo avevo mai sentito prima di quel giorno, era davvero molto particolare. Questa ragazza che mi aveva stregato si chiamava Airis. Il suo viso era di una bellezza orientale, e quegli occhi così vispi che sembrava mi dicesse: scrivimi, ti aspetto. Iniziai subito a scriverle una frase carina, ma naturalmente accompagnata da un cuoricino, un sorriso, e un paio di fiori, classico nel mio stile. Passarono appena cinque minuti, e subito mi rispose: Grazie sei molto gentile e simpatico. Io naturalmente continuai a scrivergli, e aspettavo con ansia le sue risposte che puntualmente arrivavano senza aspettare delle ore, si capì che eravamo entrambi presi da una simpatia epatica. La cosa andò avanti per giorni e giorni, non saltavamo un giorno in cui ci scambiavamo dei messaggi teneri, si iniziava dal risveglio della mattinata, fino alla notte tardi, e alla fine della serata con una dolce buonanotte. Una mattina mi sveglio e guardo il telefono, trovo un suo messaggio, non c’era scritto nulla, solo dei numeri che naturalmente era il suo numero di cellulare. Subito lo registrai sulla rubrica e in automatico lo rividi su whatsapp. Da quella mattina iniziò la vera battaglia a colpi di cuoricini, fiori, baci, e tutto quanto di emozionante provassimo a dire sempre nel rispetto di entrambi. Passarono mesi, eravamo sempre in sintonia ogni giorno che passava, sempre più vicini come non mai. Una mattina in una giornata di sole quasi estiva, ricevo una chiamata. Era lei Airis con una voce dolce e soave mi sussurrava: Ti andrebbe domani di vederci? Io con voce ferma e squillante: Si!!!.Allora domani pomeriggio io sarò da te. Ero emozionato nel pensiero di vedere la prima volta dal vivo Airis. Il mattino seguente mi alzai col pensiero di mettere in ordine la casa, feci un po’ di spesa e sistemai
tutto quanto, in modo di rendere tutto bene e alla perfezione. Giunta l’ora arrivai alla stazione dei pullman, attesi pochi minuti, ed eccola scendere dall’autobus, con un borsone grande a tracollo, occhiali da sole, e giacca piegata in due sul braccio sinistro. Sembrava un sogno, era perfetta in tutto, il suo stile da donna con le forme giuste ad ogni suo posto, si avvicinò e mi diede un bacio sulla guancia. Ciao Riccardo come stai, sei davvero carino, mi piaci più dal vivo che sulle foto. Io ricambiai e gli risposi: Lo stesso vale per te, sei molto più bella dal vivo che in foto. Salimmo in auto e sfrecciammo subito in casa, e appena arrivati le preparai uno spritz con patatine e olive, ci mettemmo comodi nel divano, e iniziammo a parlare del più e del meno sorseggiando il nostro spritz, e lasciandoci sfuggire qualche sorriso. Non potevo credere che lei era di fronte a me, seduta vicino a me quasi a toccarci, e che io le tenevo la mano dolcemente a parlare, così mi avvicinavo sempre di più, mentre lei accettava tutte le mie attenzioni, le accarezzavo la mano, gli toccavo il viso con una carezza, e avvicinandomi le diedi un bacio dolce tra la guancia e mezzo labbro. Lei non mi respinse, anzi rimase ferma come se dicesse: ma chi aspetti, baciami meglio sbrigati, e a quel punto sento la sua bocca aprirsi sempre di più, e fu così che ci baciammo con intensità e appassionatamente come se fossimo fidanzati da anni e che non ci eravamo visti da diversi mesi. Le tolsi il bicchiere di mano e lo posai sul tavolino senza staccarmi dalla sua bocca con la lingua intrecciata, le sfilai la camicetta e spostai il reggiseno scoprendo il seno, capii subito che era il suo punto debole e che stava andando in estasi, abbassai la testa e iniziai a succhiarle il seno, erano due coppe di champagne belle toste che vorrei che uscisse il latte. Intanto io ero eccitato e lei lo stesso, la sentivo gemere di piacere, che a tal punto lei si sfilò i pantaloni e gli slip, allora iniziai a scendere giù baciandola fino al punto divino, la sua figa. Era una cosa indescrivibile, bella con il pelo giusto come se fosse stata
dipinta da Michelangelo, appena la leccai la sentii gridare da un piacere enorme che sembrava davvero un concerto di Morricone. Eravamo eccitati e bagnati tutti e due, e aprendogli le gambe gli misi il mio cazzo dentro sbattendola su e giù in modo selvaggio ma non violento, nel mentre la baciavo e la sbattevo sentivo il suo sapore della sua bocca e della sua saliva che io ingoiavo con piacere come se volessi dissetarmi, ad un certo punto lei mi toglie il cazzo e si mette a 69, inizia a succhiarlo così tanto che appena pronto nello sborrare, prendo come una scossa elettrica a 380 kw, era lo sborro che lei ingoiava senza perdere una goccia, godevo di tanto piacere che mi sentivo elettrizzato e senza forze, ma io contemporaneamente leccandogli la fica sentivo che il suo liquido come un nettare dolce fuoriusciva senza controllo, non avevo mai visto in vita mia una ragazza venire in tal modo con una fuoriuscita di tanto liquido. Finito tutto siamo andati a farci una doccia, ci ritrovammo insieme nel box, mentre io dolcemente gli passavo il bagnoschiuma con una spugnetta su tutto il corpo, lo facevo delicatamente toccando tutti i punti piacevoli, tanto che mi accorsi che mi stavo eccitando di nuovo, neanche due minuti e mi ritrovai il cazzo duro, a questo punto la piegai e la misi a pecorina, provai a metterlo dietro il culetto fatto come un mandolino, ma un po’ lei strinse le chiappe, e dissi cosa succede? Non ti piace? Lei rispose si mi piace ma mi faccio sempre male se prima non si bagna bene. Tranquilla tesoro faccio attenzione, anzi lo metto piano piano, vedrai che non sentirai dolore ma bensì solo piacere. Così approfittando che era bagnata e pieno di schiuma, cercai di metterlo piano, e così riuscì ad infilarlo dentro tutto quanto, un godimento estremo e sentivo lei che finalmente lo sentiva dentro così bene e senza dolori che godeva alla grande, eravamo pronti a venire insieme e io che la sborravo dentro, una cosa veramente pazzesca non volevo più toglierlo da dentro quel fantastico culetto. Naturalmente la sera dopo una bella cena fatta da me, iniziammo
a vederci un film su Netflix, ma ad un certo punto arriva una telefonata. Pronto ciao, era la sua migliore amica, che gli dice che era tornata dalle isole Canarie ed era in città appena scesa dall’aereo, lei mi guarda e mi dice se posso ospitarla a casa mia, così stiamo insieme visto che sono quattro mesi che non si vedono. Io gli dico che va bene e che può raggiungerci, gli dico dove deve scendere con la Metro, e così andiamo a prenderla. Arrivati da lei ci presentiamo io Riccardo lei Zora. Arrivati a casa io naturalmente gli preparo qualcosa a lei da mangiare, perché era a digiuno da tutta la giornata, era solo con un paio di caffè nello stomaco, mentre noi eravamo già pieni di cibo e sesso. Inizia a raccontarci quello che ha fatto alle Canarie e mangiando e bevendo un bicchiere dopo l’altro, il racconto ci affascina sempre di più. Intanto le lancette dell’orologio vanno avanti, la notte e sempre più fitta e il pensiero rimane sempre nella camera da letto, il campo di battaglia. Allora io interrompo il discorso e dico ad Airis e Zora come vogliono che ci sistemiamo per la notte, come preferite dormire, domando io: Volete dormire insieme, vi apro il divano, oppure volete dormire in camera da letto sopra? magari io dormo sul divano! Ma contemporaneamente rispondono insieme, per noi va bene dormire tutti e tre insieme, sempre se per me non esiste un problema. Risposi di sì ed entusiasta della cosa, non poteva che farmi solo del piacere. Finiti a letto Airis e Zora erano alla mia destra e io dietro le spalle di Airis, che si mise a letto tutta nuda, mentre Zora con un bellissimo babydoll tutto sexy da far eccitare i morti. Io Poverino invece mi misi a letto con gli slip e una canotta nera. Airis invece ancora desiderosa di me, con la mano sinistra mi toccava dolcemente, e senza farsene accorgere da Zora mi faceva eccitare, aveva una mano vellutata e nel mentre il mio cazzo gli cresceva in mano si avvicinava sempre di più con il culetto verso di me, si sentiva il suo respiro, ma che non era un respiro ma un sospiro, come se sentisse il mio cazzo già in bocca. La cosa era
evidente, e Zora non era stupida a capire e sentire i movimenti di noi due, ma sentì lei che diceva ad Airis con un sorriso malizioso e lieve: ma lo vuoi tutto per te? Non pensi che ci sono io? La tua migliore amica del cuore, e così tutti e tre a ridere. Era normale e ho capito che lei sentiva tutti i movimenti che facevamo, e dai sospiri di Airis che sembrava godesse dai gemiti che faceva. Ma dai divertiamoci un pochino sono quattro mesi che non scopo da quando sono andata a lavorare alle Canarie, non avevo amici né nulla, solo lavoro e lavoro. A questo punto mi misi nel mezzo iniziando a baciare Zora, era davvero bella, con delle labbra con il sotto carnoso da mangiarlo a morsi se fossi un cannibale, ero al massimo eccitato, e iniziai a succhiare il seno dolcemente, ma a dire il vero sul seno preferivo quello di Airis, ma lei si era già messo il cazzo tutto in bocca, e lo succhiava come un’autoclave, era unica nel suo genere credetemi, non ho mai conosciuta una ragazza simile che lo sapesse succhiare davvero alla grande. Zora mi sale sopra con la figa mezza depilata e mi invita a leccargliela, che bella sentivo il sapore dolciastro, continuai a leccarla e sentire i suoi lamenti di piacere mentre io ero in estasi di come venivo succhiato. Una notte magica, non come i mondiali del 90, ma la mia notte era come fossi uno Sceicco all’arem. Ed ecco che sento prima Zora venire, la vedo godere e spruzzare il suo nettare, mentre io sborro dentro la bocca di Airis per la terza volta nella giornata, passo all’altra, che dopo aver ingoiato tutto, le mancava solo raggiungere il suo orgasmo ben meritato, inizio a leccarle la figa fino a che lei soddisfatta mi dice di mettergli il cazzo dentro, e non fermandomi mai inizio a spingere dentro a più non posso, sento i gemiti e si contorce di piacere gridando moderatamente, mentre Zora mi bacia con la lingua che si avvolge come un serpente dentro la mia bocca, continuo a sbatterla andandoci forte fino a che non raggiunge il suo orgasmo, eravamo in una pozza di sperma tutte e tre, soddisfatti della notte stupenda passata ci siamo messi a
dormire abbracciati insieme come dei cuccioli. La mattina verso le 9:00 mi alzo e preparo il caffè, salgo le scale della camera matrimoniale sopra, e lo servo come due angioletti nudi su quel lettone di dura battaglia, mi rimetto a letto e iniziamo a baciarci facendo l’amore, sesso, amandoci come volete chiamarlo, ma per me è come se fosse stato il paradiso dell’eden, tutto questo per quasi cinque giorni di seguito. Posso dire soltanto che quando è giunta l’ora della partenza per loro, mi rattristava molto il suo distacco, ma purtroppo dovevano rientrare entrambe in veneto, anche loro avevano i loro impegni, e non le permettevano di poter rimanere più a lungo, così la mattina li portai alla stazione, e presero il treno e ripartirono per la loro destinazione. Attenzione però non vuol dire che tutto sia finito e che non vengono più, loro sono tornate altre volte e continuano a tornare assieme, e vi dico con onestà al di là di quello che ce tra di noi, questo e un legame fortissimo, che ci lega e ci rafforza in tutto, sono le mie amiche del cuore, anche dell’anima. Sono due ragazze eccezionale in tutto, sono fiero di averle conosciuto e anche, se mi permettete, amate… ma che dico le amo entrambe le mie due Sirenette.

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