Era un martedì pomeriggio 

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Era un martedì pomeriggio 

Era un martedì pomeriggio ed ero passato a salutare un amico farmacista da cui avevo preso la cura per il mal di schiena, dopo una brutta caduta.

Mentre ero li in chiacchiere arrivò la figlia del farmacista a parlare con il padre, per una cliente che aveva bisogno di qualcuno che le facesse delle iniezioni, particolarmente dolorose.

Il farmacista mi chiese:

– Come hai fatto per le iniezioni.

Con un sorriso gli dissi:

– Io me le faccio da solo, ho imparato in campagna vaccinando gli animali e poi mi sono perfezionato nel tempo aiutando qualcuno e facendomele da solo. Ho una buona mano e temo le persone che vanno di fretta o con poca esperienza.

Il farmacista, pensieroso mi chiese di aspettare un attimo ed andò a parlare con la Sig.a Lucia.

Mentre aspettavo che si congedasse con la Sig.a sono rimasto a controllare i programmi sul telefonino.

Dopo pochi istanti, mi si ripresenta davanti con una bella donna sui 35/40 anni, seria e con un viso quasi sprezzante.

– Dom, lei è Lucia, ha bisogno di iniziare una cura che prevede un ciclo di 12 iniezioni, purtroppo molto dolorose, 2 volte al giorno. Con il COVID, tutti gli infermieri e le persone che fanno iniezioni che conosco sono impegnati e lei non sa come fare per le iniezioni. Le ho spiegato la situazione e le ho raccontato delle tue capacità con le siringhe, tanto da fartele da solo. Mi ha chiesto di conoscerti e se fossi disposto a farle le iniezioni, anche a pagamento.

Guardai lei, poi il farmacista e di nuovo lei, vedendo uno sguardo altero e incomprensibile. Poi, ripresomi da questa inusuale richiesta risposi, guardando entrambi:

– Mi spiace, ma non sono un infermiere, è vero che ho fatto molte iniezioni ad altri ed anche a me, ma le persone a cui le ho fatte erano amici o figli di amici.

Lucia, con un certo cipiglio passando ad uno sfrontato atteggiamento diretto e bypassando il farmacista:

– Guarda che pago bene e soprattutto la cosa è finché non trovo qualcun’altro in grado di farlo. La mia è una necessità ed urgenza.

Seccato, ma incoraggiato dal farmacista:

– Non lo faccio per soldi e non voglio essere pagato, le ricordo che non sono un professionista, La aiuterò finché non trova qualcun’altro.

Lei con un ghigno, fece un cenno di assenso, prese la bustina con il materiale per le iniezioni e me la diede, salutando il farmacista.

Io presa la busta salutai e la segui dicendo risentito:

– Adesso ho poco tempo, ma sufficiente, se non abita lontano, per le altre, se ci saranno dovremo accordarci.

Lei con superiorità:

– Si, si, si… ho lo studio qui vicino, seguimi e mi raccomando prenditi il tempo necessario, odio le cose fatte di fretta.

Arrivammo dopo poco al suo studio, un ultimo piano in una palazzina di uffici. la vista era notevole e potevo vedere anche casa mia. Mentre ero lì pensavo che lei fosse veramente antipatica, ma comunque bella e con un fisico notevole.

Appena entrato poggiai la busta con il necessario per le iniezioni e andai in bagno a lavarmi le mani. Il bagno grande e spazioso, con ampia doccia e vasca ad idromassaggio e un doppio ingresso. Questo studio mi sembrava sempre più strano, un salone con angolo cottura ed ampio divano, un bagno enorme ed una camera laterale, mi domandai che lavoro facesse.

Tornato in salone la vidi che mi aspettava con un’aria di superiorità, ma con uno sguardo diverso…

Ma mi disse subito, con un tono scortese:

– Sbrighiamoci, non ho tempo da perdere, facciamo questa iniezione e poi ci risentiamo per domattina, se non trovo nessun altro. Stai attento a quello che dici o fai che so fare anche io le iniezioni, sono una ex infermiera.

Sempre più pentito di essermi fatto coinvolgere ed onestamente scocciato risposi:

– Io sto aspettando te, dimmi dove vuoi farlo e preparati, da ex infermiera sai già cosa devi fare e come posizionarti.

Per la prima volta vidi un’ombra offuscarle il viso, il suo sguardo spavaldo si spense, le sue spalle scesero, le si diffuse un rossore sul volto e la vidi interdetta.

La vidi arrossire, immobile, abbasso lo sguardo. Poi quasi timidamente alzo il viso e disse:

– Meglio che rimandiamo, non sono pronta.

Ritornando alla sua solita arroganza.

A quel punto ero esasperato, molto seccato, risposi:

– Mi hai fatto perdere tempo finora, ti sei comportata in modo scortese e arrogante e ora sei così spaventata da voler rimandare. Ascoltami bene, per me va bene. Ma non rimandiamo, trovati qualcun altro e spera che abbia più pazienza di me, perché io mi sono veramente stancato.

Smisi di preparare l’abbondante contenuto della siringa. Lasciai tutto quello che avevo in mano e mi diressi alla porta. Allora lei con voce disperata:

– NO. Aspetta! Va bene facciamolo ora!

mi voltai per risponderle, ma vidi che si piegava sul tavolo, tirava su la gonna, metteva una mano fra le gambe e raggiungeva i tre bottoncini del suo body.

Allora, come a rallentatore, vidi che sbottonava i tre bottoncini e poi rapidamente tirava su il resto del body lasciando il culo e la figa completamente scoperto. Rimasi imbambolato, non credendo a quello che succedeva.

Lei senza girarsi, ma con un tono sprezzante:

– Beh? Che aspetti? Ti piace lo spettacolo? Sei rimasto incantato?

Cogliendo quel momento di imbarazzato abbassamento delle difese ed essendo ancora infastidito dal suo atteggiamento precedente, colsi la palla al balzo:

– Effettivamente il panorama non è male, anzi direi che è proprio bello.

Con un malcelato sorriso, mi avvicinai con un tamponcino ed iniziai a strofinare ampiamente e con molto piacere la zona dove avevo deciso di fare l’iniezione, godendomi il suo posteriore.

Dopo un po’, lei che avevo ripreso fiducia:

– Capisco prendersi del tempo, capisco anche che ti piaccia il mio sedere, ma se volessi iniziare sarebbe cosa gradita…

Ed io, ritornato al senso di sgradevolezza per il suo atteggiamento:

– Guarda che sono già dentro e sto per iniettare il farmaco.

Lei si giro con un sorrisetto derisorio:

– Oh! Allora sono tranquilla visto che non sento niente e non ti ho sentito entrare, la cosa li sotto è proprio innocua…

Arrossii! Ora stavo iniziando ad irritarmi veramente, capisco l’essere arroganza, ma pure sfottermi e per di più sessualmente, mentre sei a culo nudo piegata su un tavolo davanti a me è veramente troppo.

Iniziai a iniettare un po’ più veloce e lei si zittii, aprendo la bocca e poi serrandola in un sospiro silenzioso. Poi mi fermai, il liquido era molto e non volevo superare i limiti. Dopo qualche secondo che si abituasse, continuai, facendo sempre pause ed ora iniettando con minore velocita. mentre lei iniziava ad emettere brevi mugolii

Lei arrossi immediatamente ed inizio a respirare più velocemente e quasi affannosamente. Mentre io mi godevo la vista di questo bel culo, ad un certo punto mi accorsi che non solo sembrava diffondersi nell’aria l’odore di figa, ma sembra che lei si stesse aprendo ed inumidendo.

Finita la lunga dose, tirai fuori l’ago, massaggiai la zona con il tamponcino per darle sollievo e poi, inconsciamente, le diedi una brusca pacca sul sedere. Ma un po’ per la precedente rabbia, un po’ per la bellezza del culo, un po’ perchè a tutti capita di fare una sciocchezza, la diedi più forte del previsto.

Lei rimase ferma, trattenne il respiro qualche secondo e poi espirò velocemente appoggiandosi al tavolo. Rimase piegata, mentre io, sentendomi colpevole per la pacca e continuando a guardare la figa oramai bagnat ed aperta, mettevo le cose a posto e mi preparavo ad andare. Pensavo stesse aspettando che finisse il bruciore e valuatsse come reagire alla mia sculacciata.

Dopo poco si addrizzo e giro, ma stavolta con sguardo basso, volto arrossato e voce dolce disse:

– Grazie! … Mi potresti far sapere quando puoi venire domattina?

Perplesso risposi:

– Certamente, a domani.

Uscii pensieroso chiedendomi cosa stesse succedendo. Il fatto che avesse avuto un orgasmo mi lasciava molto perplesso…

Aveva il comportamento da Mistress, ma godeva come una sottomessa?

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